Come mai i musulmani hanno preso piede nella nostra società?

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Musulmani pregando in pubblico a Barking, Londra – 2018

A quelli che pensano che le conquiste islamiche siano qualcosa di qualche terra lontana, beh, ripensateci. L’islamizzazione di ciò che resta dell’Occidente cristiano è ben avviata. La settimana scorsa, il Ministero dell’Interno (Home Office) del Regno Unito aveva respinto la richiesta di asilo di un persiano che volontariamente aveva scelto di diventare cristiano, convertito in Iran, — secondo la norma della sharia, qualsiasi musulmano che lascia l’islam e si converte ad un’altra religione rischia la pena di morte — che ha dichiarato di essersi convertito al cristianesimo a causa della sua natura pacifica, mentre l’islam, al contrario, è una religione di “violenza, rabbia e vendetta”. Gli ufficiali britannici gli hanno comunicato che la sua ragione di conversione è “incoerente con l’affermazione di essersi convertito al cristianesimo dopo aver scoperto che [il cristianesimo] è pacifico” religione, al contrario dell’islam che contiene violenza, rabbia e vendetta”. La lettera di rifiuto al ricorrente, che non era altro che una pacificazione verso il regime iraniano, implicitamente ha dichiarato che il cristianesimo non è pacifico — certamente non relativamente all’Islam. Questo, anche settimana scorsa, è stato sottolineato con l’arresto di un nigeriano, Oluwole Ilesanmi, per la violazione di  “disturbare la pace”; il suo delitto: predicare il cristianesimo sulle strade di Londra. Il sindaco della città, Sadiq Khan, che è musulmano, ha difeso il poliziotto che l’ha arrestato dicendo che “ci sono limiti sulla libertà” di parola — mi chiedo come mai lui non ha preso la stessa linea con i musulmani che pregano in pubblico. Mentre il Regno Unito è, almeno nominalmente, un paese cristiano, con la Regina che serve anche come Governatore Supremo della consolidata Chiesa d’Inghilterra, i  “confini aperti” del paese sono stati chiusi ai cristiani, a differenza dei musulmani.

Molti in Occidente oggi sono stupefatti il modo in cui l’islam è stato in grado di prendere piede nella nostra società. Sappiamo dei loro mezzi attuali per convincere i capi di governo a concedere loro quello che vogliano tramite il lobbismo, i media, e presentandosi come vittime davanti ai membri ecclesiastici, ecc. Ma come hanno fatto gli islamici ad acquisire quel tipo di influenza politica? Apparentemente, c’è stata una volontaria mancanza di circospezione o preveggenza di questo avvenire. Negli anni ’70, l’arcivescovo Marcel Lefebvre (defunto) una volta disse: “Finché i musulmani sono una minoranza insignificante in un paese cristiano, possono vivere in termini amichevoli, perché accettano le leggi e le usanze del paese che li riceve. Ma appena diventano numerosi e si organizzano, diventano aggressivi e cercano di imporre le loro leggi, che sono ostili alla civiltà europea”.

Teniamo presente che la società occidentale, nonostante riconoscesse la separazione tra Chiesa e Stato, era prevalentemente fondata sulle radici cristiane. Secondo l’intuizione di Lefebvre, lo sradicamento della nostra eredità cristiana è parte del problema: “Se le nazioni occidentali, la cui accusa era di aumentare la loro popolazione, non avessero tradito la loro missione, e se la Chiesa stessa non avesse rinnegato Se stessa, invece dei preoccupanti progressi dell’islam, la maggior parte dell’Africa sarebbe oggi cattolica”. Mentre il prelato francese in quel momento stava evidenziando la perdita dell’identità in quei paesi africani cattolici dove aveva servito come missionario, oggi il suo ammonimento può essere applicato a tutta la società occidentale. Nel 2008 il Reverendo Dr. Michael Nazir-Ali, vescovo pachistano di Rochester della Chiesa Anglicana, ha avvertito che tale fallimento dei leader della Chiesa (e politici) di impedire che i valori cristiani venissero sostanzialmente erosi nella società, il che ha una “infinita autoindulgenza”, che aveva già spianato la strada ai musulmani per progettare e riempire il vuoto morale. Ciò ha in effetti reso loro leggi e sentenze giudiziarie favorevoli.

Negli Stati Uniti, ad esempio, le American Civil Liberties Union hanno finora chiarito che la religione cristiana non può essere presente in alcun modo nel sistema scolastico pubblico. Ciò deriva da una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti del 1963 che ha decretato incostituzionale per le scuole pubbliche di imporre attività religiose — l’attività in questione era la lettura della Bibbia. “D’altra parte,” come ha detto Tom Wallace nel suo articolo How Islam Is Being Introduced In Our Public Schools (Come l’islam viene introdotto nelle nostre scuole pubbliche), sembra che qualsiasi altra religione sia accettabile. Altre religioni, come l’ateismo, il buddismo e l’islam vengono insegnate nelle nostre scuole pubbliche. Per la maggior parte lo fanno con il pretesto di insegnare “religioni mondiali”. Quando insegnano qualcosa sul cristianesimo, insegnano sulla persecuzione da parte dei cristiani senza alcun contesto storico, ad esempio: le crociate erano un grande peccato del cristianesimo. In effetti, le Crociate erano, per la maggior parte, dei cristiani che avevano ritirato la terra che era stata presa dalla spada dell’islam “.

È vero che i musulmani credono collettivamente nel concetto di matrimonio familiare tra uomo e donna con i fini della procreazione e formazione della prole, che è il fondamento della civiltà. Questi sono principi che qualsiasi devoto ebreo o cristiano, o qualsiasi persona religiosa aconfessionale, riconoscerebbe. I musulmani si oppongono anche agli atti contro la legge naturale che sono protetti come diritti umani: l’aborto, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, la pornografia, ecc. Gli islamisti, tuttavia, nel loro programma espansionista, hanno sfruttato questo disordine della società per stabilire una civiltà governata dalla sharia, incitando contemporaneamente il musulmano esemplare a seguire il proprio esempio. Con l’aiuto di nazioni, principalmente dell’Arabia Saudita, i principi di Wahabbi — classificati come la più fondamentale, la più militante, la più radicale, la più estrema versione fanatica dell’islam — si stano sottilmente proliferando nel nostro mondo occidentale. La giornalista britannica Melanie Phillips ha detto alcuni anni fa che l’Arabia Saudita come “l’agente principale del mondo per la conquista islamica, stanno finanziando le moschee estremiste e i dipartimenti universitari di studi islamici in Gran Bretagna e in America, diffondendo un resoconto pacifico dell’islam”. Non ci vuole un genio per vedere quanto questo tema abbia profondamente diviso le nostre comunità e il nostro corpo politico. Questo non è il caso di questi nuovi protagonisti islamici che sono spesso caratterizzati dal conservatorismo morale, dal letteralismo e dal tentativo di applicare i valori islamici in tutte le sfere della vita.

Sarebbe forse pretenzioso pensare che l’islamizzazione dell’Occidente, anche se non necessariamente attraverso misure violente, non possa realizzarsi, specialmente in vista del nostro crollo demografico. Questo è ciò che nel 2006 l’ex dittatore libico il Col. Muammar Gheddafi aveva accennato: “Abbiamo 50 milioni di musulmani in Europa. Ci sono segni che Allah garantirà la vittoria dell’Islam in Europa — senza spade, senza armi, senza conquiste — lo trasformerà in un continente musulmano nel giro di pochi decenni”. A differenza dei musulmani, sembra che noi occidentali stiamo uccidendoci con le nostre stesse mani, tramite l’aborto e i mezzi anticoncezionali artificiali — non dimentichiamo che molti musulmani praticano la poligamia, che ha anche aumentato la loro progenie — lasciando loro più spazio di inserimento. Il gioco è già in corso e non è possibile vincere, a meno che qualcosa non cambi drasticamente in questo momento, e quello è che apriamo i nostri occhi alla realtà attuale in modo di ristrutturare e diffondere i principi morali che il nostro Salvatore ci ha insegnato.